Convegno Internazionale

"… percorrendo i luoghi della Memoria…"

Schio - 11 Ottobre/13 Ottobre 2002

 

Il patrimonio storico della grande guerra
e la legge di tutela n. 78 del 7 marzo 2001

 

Venerdì 11 Ottobre 2002 – ore 20,30

Teatro Pasubio

"Al 24 Magio da Asiago andare a Gallio";

viaggio nella memoria della Grande Guerra con il canto popolare:

"Il Canzoniere Vicentino".

 

Sabato 12 Ottobre 2002 – ore 9,30

Aula Magna Liceo Scientifico "N. Tron"

 

Marco Balbi – Società Storica Guerra Bianca - Milano

Beurier Joelle – European University Institute - Firenze

Alberto CalsamigliaAssociazione Musei all’aperto sul Monte Grappa - Romano Ezzelino - VI

Antonio Cassuti – Relazione Culturali di Alpe Adria - Venezia

Želico Cimprič - Museo di Kobarid/Caporetto - Slovenia

Francesco Collotti – Università di Firenze - Firenze

Vittorio Corà - Centro Studi e Documentazione della Grande Guerra - Asiago

Rosa Distefano – Soprintendenza Beni Architettonici e del Paesaggio - Verona

Lucio Fabi – Associazione Zenobi - Trieste

Valentina Fantin – Architetto - Milano

Marco Gianesini – Associazione Ricercatori Storici IV Novembre – Schio - VI

Alberto e Fabrizio Gottardo – Museo Fondazione Monte Piana - Padova

Stefano Illing - Comitato Cengia Martini/Lagazuoi – Cortina d’Ampezzo - BL

Roberto Lenardon – Associazione Dolomitenfreund - Vienna – Austria

Maria Pace – Comune di Lavarone - Trento

Giacomo Pirazzoli – Università di Firenze - Firenze

Daniele Ravenna – Consigliere parlamentare del Senato della Repubblica - Roma

Giuseppe Severini – Consigliere di Stato - Roma

Angelo Tabaro – Direzione Cultura, Regione Veneto – Venezia

Marco Zoso – Liceo Scientifico N. Tron – Schio - VI

Domenica 13 Ottobre 2002

Monte Novegno – Visita guidata – ore 10

 

Concerto

Il Canzoniere VicentinoAl 24 Magio da Asiago andare a Gallio.

Una dedica ai canti sociali, cioè a quei canti che hanno segnato i grandi avvenimenti storici, rappresentando la voce della povera gente spesso contrapposta ai documenti ufficiali o alle vicende della storia "alta". Il mosaico di voci che descrivono la storia dal basso, attraverso canti, strofette, parodie, compone un quadro complesso e speso contraddittorio, ma ricchissimo e vivo, restituendoci questi avvenimenti in tutta la loro grandiosità, come grandi affreschi pieni di minuscoli personaggi e capaci tuttavia di conservare la compattezza d’insieme di una grande opera corale.

Relatori e argomenti

Antonio CassutiPresidente Gruppo di lavoro per le Relazione Culturali di Alpe Adria – Venezia.

Memoria e identità; Patria Matria Heimat Vaterland ovvero la ri-scoperta della propria "storia"

La memoria è elemento di definizione dell’identità; la consapevolezza del passato collettivo, anche negli aspetti più duri e tragici come la guerra, può assumere valori positivi in quanto elemento fondante per una nuova coscienza comune in prospettiva europea.

Daniele RavennaConsigliere parlamentare del Senato della Repubblica – Roma.

La legge N. 78 del 2001: precedenti e genesi parlamentare.

Da una proposta iniziale tesa a dar vita ad una "leggina" di spesa, fra le tante che vengono approvate in gran numero ad ogni legislatura per finanziare a carico dello Stato questo o quel restauro, si è passati ad una legge di non limitato respiro, recante una disciplina organica, alquanto articolata e tecnicamente complessa, in una materia mai prima affrontata.

Giuseppe Severini Consigliere di Stato, Consigliere del Ministro della Difesa - La legge N. 78 del 2001: vestigia della Grande Guerra come beni culturali "minori".

La legge, separando storia e politica, protegge la storia e non le ragioni della Grande Guerra. E’ molto importante notare che una tale fondamentale caratteristica vieta di dare impronte o connotazioni di alcun genere, se non quella della fedeltà della restituzione, ai restauri e alle valorizzazioni di queste vestigia.

Rosa DistefanoDirettore presso la Soprintendenza Beni Architettonici e del Paesaggio di Verona.

Il Patrimonio monumentale: La tutela delle architetture e dei siti.

Il Patrimonio monumentale, i sacrari come tutte le vestigia del passato e quindi anche i siti storici vanno tutelati anche attraverso un attento e rispettoso recupero. La tutela, purché rispettosa, deve tendere ad incentivare il recupero più che a vietarlo.

Angelo TabaroDirigente Direzione Cultura della Regione Veneto – Venezia.

Tutelare il documento, valorizzare la memoria: la politica culturale della Regione Veneto per la Grande Guerra.

Una materia importante e delicata come la Cultura necessita di una seria programmazione e di uno snellimento legislativo. Focalizzare l’attenzione su progetti di grande valenza culturale, come il recupero e la gestione dei siti della I Guerra Mondiale, impone all’Ente pbblico di diventare soggetto incentivante per una sempre migliore qualità degli interventi.

 

Joelle Beurier - European University Institute – Firenze.

Una proposta francese.

Historial de la Grande Guerre – Chateux de Peronne; I campi di battaglia: dalle immagini al museo.

L’Historial del la Grande Guerre, sorto là dove è ancora marcata la presenza di tracce dei combattimenti, analizza e studia quella guerra nella sua globalità e nella sua quotidianità attraverso le storie parallele della Germania, della Francia e della Gran Bretagna. Offre inoltre una visione culturale del primo conflitto mondiale, così come è stata vissuta sia dai militari che dai civili. Le nuove tecnologie ampiamente usate permettono di proporre 4 percorsi virtuali differenti, attraverso l’architettura, la vita quotidiana, l’immaginario e il circuito dei ricordi.

Roberto LenardonAssociazione Dolomitenfreund – Vienna

Una proposta austriaca.

Il Museo carinziano di Kötschach – Mauthen, "Museum 1915 – 18 von Ortler bis zur Adria" e il Museo all’aperto sulla vetta del Pal Piccolo.

Collaboratori provenienti da ben 15 nazioni, volontari non stipendiati che, col solo alloggio e vettovagliamento fornito, hanno trascorso le loro ferie con l’Associazione per un comune obiettivo: il recupero delle Vie della Pace.

Per rendere più completamente l'idea del grande complesso di opere sorte lungo l'arco alpino, è stato creato nel Municipio di Kötschach-Mauthen in Austria, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, il Museo Storico 1915 - 1918.

Želico Cimprič - Museo di Kobarid/Caporetto

Una proposta slovena.

Il Kobariškj Muzej e gli esempi di recupero dei siti militari di rilevante importanza storica, turistica e didattica.

KOBARID, CAPORETTO, KARFREIT tre nomi per uno stesso luogo pervaso di dolori e tragedie. Il Museo che ne raccoglie la storia è famoso per la scientificità delle esposizioni e per il messaggio pacifista che vuole trasmettere. Infatti vi è racchiusa anche la storia della "gente piccola", la povera gente unita negli orrori della guerra all’altra gente quella in uniforme.

Francesco CollottiArchitetto - Università degli Studi di Firenze.

Giacomo PirazzoliArchitetto - Università degli Studi di Firenze.

Valentina FantinArchitetto – Milano

Una proposta italiana.

La Memoria nella pietra – Il progetto di recupero del Forte Belvedere a Lavarone di Trento

Il forte Belvedere-Gschwent è stato restituito al pubblico dopo un attento restauro delle originali strutture architettoniche ed oggi ospita un aggiornato museo storico della Grande Guerra. Un allestimento di moderna concezione e all’avanguardia nel panorama museale regionale e non solo.

Mauro BalbiPresidente della Società Storica Guerra Bianca, Milano.

L’esperienza della S.G.B. nella tutela del patrimonio storico della Grande Guerra.

Promuove la ricerca e la divulgazione storica e proporsi come punto di riferimento e di incontro per tutti coloro che, a vario livello si occupano della storia delle Alpi durante il conflitto mondiale. Dedicare un’attenzione particolare non solo alla storia e all'organizzazione militare, ma anche e soprattutto agli aspetti sociali e all'ambiente naturale in cui si svolsero le operazioni di guerra. Ambiente che ancora oggi reca i segni incancellabili della tragedia umana.

Roberto CalsamigliaPresidente Associazione "Musei all’aperto sul monte Grappa" Romano Ezzelino – Vicenza.

Il recupero storico curato dalle Associazioni di volontariato.

L’Associazione con la collaborazione del volontariato e di altre istituzioni clturali anche austriache dopo un paziente lavoro di ricerca e recupero, ha ideato una serie di itinerari e percorsi per una rilettura "tangibile" dei luoghi sul Monte Grappa interessati agli eventi della Grande Guerra.

Vittorio CoràSegretario del Centro Studi e Documentazione della Grande Guerra, Asiago – Vicenza.

Le iniziative di recupero e valorizzazione della memoria della Grande Guerra sull’Altopiano di Asiago.

Nell’ormai piena consapevolezza che tutta la storia dell’uomo sia non solo storia di testi ma anche di contesti, di luoghi fisici che sono il supporto e la condizione ineliminabile dei grandi episodi del tempo, la memoria tangibile della Grande Guerra, che di quegli episodi è stata certo il più tragicamente importante, rappresenta sul territorio degli Altipiani un tessuto di forme e di opere ancora straordinariamente leggibili, che una volta riscoperte e valorizzate costituiscono un codice interpretativo delle vicende della storia del nostro tempo.

Lucio FabiStorico - Associazione Zenobi, Trieste.

Musei e Luoghi della Grande Guerra tra divulgazione e didattica.

All ‘operazione di recupero deve unirsi un’altra attività che è quella divulgazione che configuri il sito e il museo come strumento di diffusione della cultura. In questo senso, gli obiettivi del progetto diventano anche obiettivi formativi: attraverso l’educazione ai beni ambientali e culturali si fa l’educazione del cittadino europeo.

Marco GianesiniComitato scientifico Associazione Ricercatori Storici, IV Novembre, Schio – Vicenza.

L’Associazione e il suo lavoro sul "Letze Berg", l’ultimo monte, il Novegno.

La disponibilità di un patrimonio divenuto strategico per il territorio vicentino ha rappresentato una grande occasione per l’Associazione per la costituzione di un sistema museale diffuso. In collaborazione con la Comunità Montana, la valorizzazione dell’area interessata agli eventi bellici della Grande Guerra ha favorito uno sviluppo di un turismo "intelligente" compatibile con l’ambiente e con le finalità culturali.

Alberto e Fabrizio GottardoResponsabili del Museo Fondazione Monte Piana – Belluno.

L’esperienza della Fondazione nella gestione di un Museo all’aperto.

Il Monte Piana, parte integrante del settore Tre Cime – Misurina che costituì nel 1915-1917 è uno dei centri strategicamente più importanti delle operazioni belliche nelle Dolomiti; grazie all’intervento determinante dell’Associazione con il recupero di vecchi sentieri militari e di manufatti è possibile oggi collegare le più importanti testimonianze in una unica grande escursione di portata storica.

Stefano Illing - Progettista e coordinatore del Museo Comitato Cengia Martini/Lagazuoi di Cortina d’Ampezzo – Belluno.

Museo della Guerra di mina sul Lagazuoi: un esempio di collaborazione tra Istituzioni, Volontariato e Privati.

Il recente grande interesse per le vestigia della Grande Guerra ha dato il via ad una serie di iniziative di recupero e valorizzazione che ha trovato un importante sede di sperimentazione nel museo all’aperto di Lagazuoi. Nel corso dei lavori sono infatti emerse nuove forme di collaborazione e di metodologie di intervento a causa delle caratteristiche proprie del bene storico.

Maria PaceVice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Lavarone - Trento

L’Amministrazione locale e l’impegno del recupero e della gestione del Museo Forte Belvedere – Gschwent.

Da tempo il Comune di Lavarone è impeganto nell’opera di valorizzazione dei diversi segni della Grande Guerra che insistono sul suo territorio. L’attenzione si è particolarmente concentrata sul recupero del forte Belvedere – Werk Gshwent divenuto di proprietà comunale e inaugurato nel Giugno scorso. Lo spirito di una fattiva collaborazione internazionale ha fatto nascere la Fondazione Belvedere-Gschwent tra il Comune e i Tiroler Kaiserjäger austriaci.

 

Marco Zoso e studenti della 5TB – Liceo Scientifico "N.Tron" - Schio.

Sulle orme del soldato: un itinerario didattico dal territorio al WEB.

La ricerca intende stimolare la lettura sul campo dei segni del conflitto; quella Grande Guerra che ha plasmato la montagna, tracce che più di tante parole evidenziano con immediatezza la realtà della guerra. Le orme del soldato sono incise su questi sassi e sta a noi volerle leggere e conservarle anche con l’aiuto delle moderne tecniche di comunicazione.