
Questo percorso è senz'altro il più impegnativo per il fisico, ma è così ricco di testimonianze, varie nel loro genere, che merita l'attenzione a quanto qui verrà descritto. Partenza: Colletto Piccolo;
all'inizio si va per la mulattiera ampia che poi si lascia salendo un sentiero a mezza costa e attraversando in buona parte Rozzo Covale. Raggiunto l'osservatorio Sailler si riprende la mulattiera abbandonata in precedenza; lungo questo tratto di percorso si possono numerose e molto importanti costruzioni militari: fortini, caverne, osservatori, casematte, postazioni per obici e innumerevoli trincee. Oltre a tutto ciò i panorami che si susseguono sono così interessanti che non lasciano evadere lo sguardo da ciò che questo tratto di sentiero riserva. Riprendendo il cammino dopo l'osservatorio Sailler si procede lungo la mulattiera per qualche tratto attraverso un pianoro molto rilassante, al termine del quale seguendo il sentiero N. 5 e le bandiere tricolori, si devia a destra; in breve si raggiunge un piccolo piano, sul lato destro vi è una serie di opere fortificate molto interessanti. Proseguendo, subito sopra le roccette, sulla destra, si trovano i resti di una costruzione con annessa una galleria interessante da visitare. Ritornati sui propri passi si prosegue per un'erta salita dove si trova la lapide in marmo dedicata al Capitano Tifo Caporali, caduto per fe-rite da granata. Sul piccolo pianoro sopra la lapide si può notare un interessante cunicolo corrispondente ad una galleria: è consigliabile visitarlo per la sua originalità. Salendo per il sentiero s'incontra un bivio: si prende a sinistra su mulattiera, tagliando a mezza costa il dorsale di Monte Ciove. Di qui al passo Campedello si aggira Ìa parte nord di Cima Atta per una mulattiera molto agevole e rilassante, ombreggiata da faggi; sulla destra si notano i resti di malga Vaccarezze e si arriva in breve tempo sul passo omonimo; qui le genti di Tretto posarono in evidenza una colonna di marmo mozza, fatta giungere da Aquileia,
per testimoniare il valore del soldato italiano durante l'offensiva austro-ungarica del giugno 1916. Ora si sale verso cima Rione (Rivon), salendo per una strada che taglia con alcuni tornanti il monte, per poi giungere in vetta dove si può ammirare ciò che l'uomo e la natura hanno creato.
Note: il percorso si presenta abbastanza impegnativo per il notevole dislivello, ma facile da percorrere; il tempo necessario 4 ore; si consiglia di portarsi appresso una torcia elettrica.






