
Inizio percorso da busa Novegno seguendo la strada militare "vecchio tracciato".

Dopo la prima curva, sulla sinistra, si apre una interessante piazzola con annessa una caverna ricovero. All'osservatore attento non sfugge questo tipo di postazione in quanto il Novegno ne conserva moltissime. Continuando il percorso si passa per malga Campedello; più in basso si trova il passo omonimo. Questo luogo si è reso famoso poiché viene ripetu-tamente citato in pubblicazioni storiche, quale zona investita da numerosi assalti, anche all'arma bianca durante i giorni 12/13 giugno 1916.
Detto questo, nulla tolgo all'importanza che tale luogo ha esercitato durante quel periodo, ma nutro seri dubbi che ciò sia avvenuto, in quanto la nostra ricerca sul terreno circostante, anche con mezzi sofisticati, non ha rilevato nulla per convincerci che in questo luogo siano avvenuti scontri armati.
Aggirando il monte Ciove si inizia a salire il sentiero su di un prato abbastanza ripido. Alla vista delle prime rocce si nota subito che la zona è fortificata; infatti una caverna attrezzata, un osservatorio, dei piccoli capisaldi ci fanno capire l'importanza che avrebbe avuto qualora il monte Ciove fosse stato oggetto di accerchiamento. Più in alto, sotto la vetta, una radura;
al margine di essa ancora su roccia, un caposaldo per mitragliatrici. Testimonianze tramandate da passate generazioni ci dicono che, durante le battaglie per la conquista del Ciove da parte Austriaca del giugno 1916, questo caposaldo ubicato in posizione strategica inflisse numerose perdite al nemico, poiché con raffiche radenti riusciva a scompigliare quanti cercavano di raggiungere e passare il crinale che da Priaforà congiunge cima Ciove. Più volte la parte avversaria cercò di controbattere questa posizione: basti osservare le piccole chiazze scure incise sulla roccia;
segni evidenti dei colpi che si schiantavano su questa postazione. Continuando il percorso, seguendo attentamente la segnaletica, si incontra un interessante e originale caposaldo, anch'esso ubicato in posizione difensiva, sovrastante il passo Campedello. Subito sopra, la vetta del Ciove crivellato dai colpi subiti dall'artiglieria austro-ungarica. Una attenta riflessione e subito risalta l'importanza di questa quota per chi la possedeva. Il grande camminamento che si percorre per raggiungere il Priaforà è stato costruito nel 1917; sul lato destro, si allinea il crinale sovrastante Velo d'Astico, ora oggetto di ricerca storica poiché durante l'offensiva fu investito da grosse unità d'assalto, ma oppose grossa resistenza anche grazie alla forte pendenza del terreno e lo scarso spazio di manovra. Priaforà, meta ambita per i turisti: uno spuntone di roccia conquistata dai KaiserJager il 30 maggio 1916, ottimo osservatorio di fronte al M. Ciove. Quassù venivano impartiti tutti gli ordini per le manovre offesive che si conclusero con l'arresto definitivo dell'offensiva verso la metà di giugno dello stesso anno. Sotto Priaforà, dopo lo smacco subito in seguito alla sua perdita e per la paura di altre sorprese, nel 1917 iniziarono grandi lavori di fortificazione. Fu così che si costruirono delle poderose caverne armate di cannoni di medio e piccolo calibro nonché di mitragliatrici: una vera fortificazione ricavata interamente nella roccia.
E importante osservare i cunicoli che mediante scale metalliche permettevano l'accesso ai piani superiori;
ora vi si accede uscendo dalle grandi feritoie per poi salire all'esterno. Lasciato tutto questo si prosegue per passo Campedello mediante una comoda mulattiera, si aggira Cima Alta sul versante nord e sempre per mulattiera si raggiunge il passo Vaccarezze. Lungo questo tratto di strada non vi sono molte testimonianze di guerra, ma camminando sotto un bosco di faggio puoi godere l'ombra delle piante e la tranquillità del luogo avvertendo in lontananza il canto del cuculo;
dal passo Vaccarezze puoi osservare il forte Rione alto sulla tua destra e la piana Novegno verdeggiante del prato erboso con il profumo dei suoi fiori. Di qui prendi a destra e sali Cima Rione dove in un comodo e accogliete bivacco rifugio troverai l'accoglienza meritata dopo una passeggiata storico paesaggistica.
Nota: sono consigliabili i mesi di giugno-luglio per la bellezza dei fiori, in particolare il giglio rosso. Sono necessari l'equipaggiamento da montagna e una torcia elettrica. Tempo di percorrenza ore 3.15'.






