Associazione Ricercatori Storici IV Novembre

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri

busa novegno forte rivon (priaforà)

E-mail Stampa PDF

 

Inizio percorso da busa Novegno seguendo la stra­da militare "vecchio trac­ciato".

 

Dopo la prima cur­va, sulla sinistra, si apre una interessante piazzola con annessa una caverna ricovero. All'osservatore at­tento non sfugge questo ti­po di postazione in quanto il Novegno ne conserva moltissime. Continuando il percorso si passa per mal­ga Campedello; più in bas­so si trova il passo omoni­mo. Questo luogo si è reso famoso poiché viene ripetu-tamente citato in pubblica­zioni storiche, quale zona investita da numerosi assal­ti, anche all'arma bianca durante i giorni 12/13 giu­gno 1916.

Detto questo, nulla tolgo all'importanza che tale luo­go ha esercitato durante quel periodo, ma nutro seri dubbi che ciò sia avvenuto, in quanto la nostra ricerca sul terreno circostante, an­che con mezzi sofisticati, non ha rilevato nulla per convincerci che in questo luogo siano avvenuti scontri armati.

Aggirando il monte Ciove si inizia a salire il sentiero su di un prato abbastanza ripido. Alla vista delle pri­me rocce si nota subito che la zona è fortificata; infatti una caverna attrezzata, un osservatorio, dei piccoli capisaldi ci fanno capire l'im­portanza che avrebbe avu­to qualora il monte Ciove fosse stato oggetto di ac­cerchiamento. Più in alto, sotto la vetta, una radura;

al margine di essa ancora su roccia, un caposaldo per mitragliatrici. Testimo­nianze tramandate da pas­sate generazioni ci dicono che, durante le battaglie per la conquista del Ciove da parte Austriaca del giu­gno 1916, questo caposal­do ubicato in posizione strategica inflisse numerose perdite al nemico, poiché con raffiche radenti riusciva a scompigliare quanti cer­cavano di raggiungere e passare il crinale che da Priaforà congiunge cima Ciove. Più volte la parte av­versaria cercò di controbat­tere questa posizione: basti osservare le piccole chiaz­ze scure incise sulla roccia;

segni evidenti dei colpi che si schiantavano su questa postazione. Continuando il percorso, seguendo attenta­mente la segnaletica, si in­contra un interessante e ori­ginale caposaldo, anch'es­so ubicato in posizione di­fensiva, sovrastante il pas­so Campedello. Subito so­pra, la vetta del Ciove cri­vellato dai  colpi  subiti dall'artiglieria austro-unga­rica. Una attenta riflessione e subito risalta l'importanza di questa quota per chi la possedeva. Il grande camminamento che si per­corre per raggiungere il Priaforà è stato costruito nel 1917; sul lato destro, si al­linea il crinale sovrastante Velo d'Astico, ora oggetto di ricerca storica poiché du­rante l'offensiva fu investito da grosse unità d'assalto, ma oppose grossa resisten­za anche grazie alla forte pendenza del terreno e lo scarso spazio di manovra. Priaforà, meta ambita per i turisti: uno spuntone di roc­cia conquistata dai KaiserJager  il  30  maggio 1916, ottimo osservatorio di fronte al M. Ciove. Quassù venivano impartiti tutti gli ordini per le mano­vre offesive che si concluse­ro con l'arresto definitivo dell'offensiva verso la metà di giugno dello stesso an­no. Sotto Priaforà, dopo lo smacco subito in seguito al­la sua perdita e per la pau­ra di altre sorprese, nel 1917 iniziarono grandi la­vori di fortificazione. Fu co­sì che si costruirono delle poderose caverne armate di cannoni di medio e pic­colo calibro nonché di mi­tragliatrici: una vera fortifi­cazione ricavata interamen­te nella roccia.

E importante osservare i cu­nicoli che mediante scale metalliche    permettevano l'accesso ai piani superiori;

ora vi si accede uscendo dalle grandi feritoie per poi salire all'esterno. Lasciato tutto questo si prosegue per passo Campedello median­te una comoda mulattiera, si aggira Cima Alta sul ver­sante nord e sempre per mulattiera si raggiunge il passo Vaccarezze. Lungo questo tratto di strada non vi sono molte testimonianze di guerra, ma camminando sotto un bosco di faggio puoi godere l'ombra delle piante e la tranquillità del luogo avvertendo in lonta­nanza il canto del cuculo;

dal passo Vaccarezze puoi osservare il forte Rione alto sulla tua destra e la piana Novegno verdeggiante del prato erboso con il profumo dei suoi fiori. Di qui prendi a destra e sali Cima Rione dove in un comodo e acco­gliete bivacco rifugio trove­rai l'accoglienza meritata dopo una passeggiata stori­co paesaggistica.

Nota: sono consigliabili i mesi di giugno-luglio per la bellezza dei fiori, in parti­colare il giglio rosso. Sono necessari l'equipaggiamen­to da montagna e una tor­cia elettrica. Tempo di per­correnza ore 3.15'.

Ultimo aggiornamento Domenica 28 Marzo 2010 19:16