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Su questa montagna che domina da vicino Schio e la Val Leogra, nelle giornate dei 12 e 13 Giugno del 1916, si vissero fatti decisivi per l'esito della grande offensiva Imperiale che è nota sotto il nome di "strafexpedition" (spedizione punitiva).
Sul Novegno dunque, fanti ed alpini della 35ª Divisione al comando del Maggior Generale Carlo Petitti di Roreto, dopo aver lungamente subito una potentissima e logorante azione dell'artiglieria avversaria ebbero ancora forza per resistere eroicamente sul Passo di Campedello, sul Monte Ciove, battendosi con estrema determinazione e fino all'ultimo sangue, contro gli uomini combattivi ed agguerriti della XI Armata dell'Arciduca Eugenio e particolarmente contro quelli della 44ª Divisione comandato dal Generale Viktor Dankl.
Da allora il Novegno non è solo una modesta se pur bella montagna, lussureggiante di pascoli e di boschi, ma anche e
soprattutto il memore teatro di gesta epiche e di avvenimenti decisivi consegnati alla storia d'Italia.
Numerose tracce rimangono sulla montagna degli scledensi, a testimoniare l'opera, il sacrificio ed il valore delle
contrapposte compagini: sono strade, gallerie, trincee, caverne, postazioni, resti dell'immane opera fortificatoria e
difensiva realizzata in guerra senza risparmio di fatica, coi mezzi ancora rudimentali del tempo.
Tutto ció, fa del Novegno come un grande naturale laboratorio all'aperto per la conoscenza e lo studio della nostra
storia recente.
Qui meglio che altrove, le testimonianze, le ricerche, i documenti, trovano sul terreno il tangibile riscontro delle opere alcune delle quali sono da considerare veri capolavori dell'ingegneria militare.
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veduta del "massiccio"del Novegno in primo piano Santa Caterina.
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